La Valnerina
Informazioni verificate: ottobre 2026. Casteldilago è a sette minuti da noi, e ci fermiamo soprattutto per un motivo eccellente, che trovate più sotto.

Casteldilago è una manciata di vicoli di pietra avvolti intorno a uno sperone roccioso sopra la strada della valle – una frazione di Arrone il cui nome ricorda un lago che non c’è più: il fondovalle, qui, era palude e acqua finché non venne bonificato intorno al 1580 (la storia). È un borgo da dieci minuti. Ospita però anche uno dei migliori piccoli ristoranti della valle, e questo cambia completamente i conti.
Il borgo
Salite sullo sperone e lo attraversate in un piacevole quarto d’ora: vicoli stretti, un belvedere o due sul Nera, e la chiesa di San Valentino – sì, il santo di Terni, qui in valle – una chiesa di origine forse altomedievale, con un portale del XVI secolo e, sopra la porta, una lunetta affrescata con la Madonna col Bambino, restaurata di recente e riaperta al culto (dettagli). La seconda chiesa, San Nicola, conserva affreschi di scuola spoletina. L’apertura è informale – chiedete in paese.

Alzate lo sguardo sulla facciata di San Valentino: accanto all’oculo è inciso nella pietra il quadrante di un orologio a sei ore, con numeri romani (I Luoghi del Silenzio).
Un po’ di storia
Lo sperone fu fortificato presto – un castello esisteva già nell’XI secolo, e ne restano solo frammenti – e la posizione valeva da sola il presidio: sorvegliava l’antica via tra la Flaminia e la Salaria (e-borghi). Il lago che dà il nome al paese riempiva un tempo il fondovalle sottostante; fu prosciugato intorno al 1580, con le acque convogliate dalle opere idrauliche legate alla Cascata delle Marmore, più a valle. Sullo sperone e nei dintorni sono stati registrati anche resti di età romana (la scheda). Casteldilago mantenne per secoli un’identità propria, prima di essere formalmente assorbita nel comune di Arrone nel 1875.
Per i cinefili: la giostra iniziale de L’armata Brancaleone di Monicelli (1966) fu girata proprio sotto Casteldilago (Wikipedia).
Il vero motivo per cui siete qui
Osteria dello Sportello (Via dello Sportello 2) – una minuscola osteria nel borgo che custodisce la memoria gastronomica della Valnerina: salumi locali, zuppe di legumi, carni allo spiedo. Figura tra le segnalazioni dell’Accademia Italiana della Cucina e tra i consigli dell’albergo diffuso del paese (profilo; TripAdvisor). Sala piccola, menù corto – prenotate, e verificate per telefono i giorni di apertura, che fuori stagione cambiano.
Come inserirla nel giro
Casteldilago sta tra Arrone (3 minuti) e Montefranco (5), appena sopra la strada della valle – e la mossa naturale è una passeggiata tra i vicoli prima del pranzo all’osteria, oppure la sosta caffè al Bar All’Isola subito sotto il paese. A piedi o in bici, il percorso lungo il fiume passa proprio lì sotto.
Domande frequenti
Vale la pena fermarsi a Casteldilago?
Come borgo: per i completisti – un quarto d’ora di atmosfera. Come pranzo: assolutamente sì – l’osteria è una meta a sé, e il paese è il suo antipasto.