I borghi, classificati con onestà

La Valnerina vista dall’alto, il fondovalle a campi e le creste dei monti oltre

La Valnerina

I borghi, classificati con onestà

Nove borghi della bassa Valnerina, messi in classifica come li metteremmo per un amico con poco tempo. I voti sono semplici: vale la deviazione (costruiteci intorno la giornata), vale un’ora (fermatevi se passate di lì), per i completisti (bello, ma solo se avete già fatto il resto).

Informazioni verificate: luglio 2026. Li abbiamo percorsi a piedi tutti – i verdetti sono nostri e sono onesti, anche a proposito del nostro paese.

Vale la deviazione

  • Ferentillo – due paesi che si guardano in cagnesco da una sponda all’altra del fiume, ciascuno sotto la propria rocca in rovina, più le mummie, 400 vie d’arrampicata e il miglior ristorante della valle. La tappa più completa della valle.
  • Arrone – certificato tra i Borghi più Belli d’Italia e centro vivo e operoso della valle: il mercato del giovedì, la torre con l’ulivo che le cresce in cima, e il bar della colazione che usa tutta la valle.
  • Vallo di Nera – il castrum meglio conservato della Valnerina, una spirale pedonale di pietra con due chiese affrescate sul serio e quasi nessuno dentro. Il più lontano (35 min), il più gratificante al minuto.

Vale un’ora

  • Collestatte – il nostro paese: il castrum in cima al colle proprio sopra la cascata. Siamo di parte e lo dichiariamo; i vicoli e le viste sulla gola reggono comunque.
  • Torre Orsina – la sagoma di paese più bella di questo tratto del Nera, un nodo ellittico di archi, e si va a cavallo partendo dal margine del paese.
  • Scheggino – un micro-borgo attraversato da canali, il museo del tartufo Urbani gratuito, e il parco avventura accanto per le famiglie.

Per i completisti

  • Casteldilago – una manciata di vicoli su uno sperone di roccia, riscattata per intero dalla sua osteria.
  • Montefranco – il “balcone della Valnerina”: veniteci in una sera limpida per il panorama, non per i monumenti.
  • Polino – il comune più piccolo della provincia, su in cima alla sua montagna: una Rocca, aria di montagna a volontà, e la vecchia passeggiata sul confine pontificio.

Come metterli in fila

Il giro naturale segue la strada della valle: Collestatte/Torre Orsina → Arrone (caffè) → Casteldilago (un’occhiata dal basso) → Montefranco (se è limpido) → Ferentillo (il piatto forte) → l’abbazia → Scheggino → Vallo di Nera se le gambe reggono ancora. È una giornata piena, con pranzo a una delle tavole della valle.

Torna in alto