La Valnerina vista dall’alto, il fondovalle a campi e le creste dei monti oltre

La Valnerina

I borghi, classificati con onestà

Nove borghi della bassa Valnerina, messi in classifica come li metteremmo per un amico con poco tempo. I voti sono semplici: vale la deviazione (costruiteci intorno la giornata), vale un’ora (fermatevi se passate di lì), per i completisti (bello, ma solo se avete già fatto il resto).

Foto: Ziegler175, Wikimedia Commons, CC BY-SA 3.0

Informazioni verificate: ottobre 2026. Li abbiamo percorsi a piedi tutti – i verdetti sono nostri e sono onesti, anche a proposito del nostro paese.

Vale la deviazione

  • Ferentillo – due paesi che si guardano in cagnesco da una sponda all’altra del fiume, ciascuno sotto la propria rocca in rovina, più le mummie, 400 vie d’arrampicata e il miglior ristorante della valle. La tappa più completa della valle.
  • Arrone – certificato tra i Borghi più Belli d’Italia e centro vivo e operoso della valle: il mercato del giovedì, la torre con l’ulivo che le cresce in cima, e il bar della colazione che usa tutta la valle.
  • Vallo di Nera – il castrum meglio conservato della Valnerina, una spirale pedonale di pietra con due chiese affrescate sul serio e quasi nessuno dentro. Il più lontano (35 min), il più gratificante al minuto.
Tetti di un paese ai piedi di ripide montagne boscose, visti oltre un vecchio muro in pietra con un lampione in ferro
Ferentillo dal lato di Precetto, la tappa più completa della valle. Foto: Paolo Carnassale, Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0

Secondo la tradizione, il nome Ferentillo significa “piccola Ferento”, dall’antica città da cui sarebbero giunti i fondatori nell’VIII secolo (Wikipedia).

Vale un’ora

  • Collestatte – il nostro paese: il castrum in cima al colle proprio sopra la cascata. Siamo di parte e lo dichiariamo; i vicoli e le viste sulla gola reggono comunque.
  • Torre Orsina – la sagoma di paese più bella di questo tratto del Nera, un nodo ellittico di archi, e si va a cavallo partendo dal margine del paese.
  • Scheggino – un micro-borgo attraversato da canali, il museo del tartufo Urbani gratuito, e il parco avventura accanto per le famiglie.
Un paese di case in pietra chiara lungo un crinale boscoso, con montagne verdi alle spalle
Torre Orsina sul suo crinale sopra il Nera, a due minuti da Collestatte. Foto: LigaDue, Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0

Per i completisti

  • Casteldilago – una manciata di vicoli su uno sperone di roccia, riscattata per intero dalla sua osteria.
  • Montefranco – la “terrazza libera” della Valnerina: veniteci in una sera limpida per il panorama, non per i monumenti.
  • Polino – il comune più piccolo della provincia, su in cima alla sua montagna: una Rocca, aria di montagna a volontà, e la vecchia passeggiata sul confine pontificio.

Come metterli in fila

Il giro naturale segue la strada della valle: Collestatte/Torre Orsina → Arrone (caffè) → Casteldilago (un’occhiata dal basso) → Montefranco (se è limpido) → Ferentillo (il piatto forte) → l’abbazia → Scheggino → Vallo di Nera se le gambe reggono ancora. È una giornata piena, con pranzo a una delle tavole della valle.

Semplice facciata in pietra con rosone e campanile a vela, su una piazzetta lastricata con un pozzo
San Giovanni Battista a Vallo di Nera, il premio in fondo al giro. Foto: LigaDue, Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0

La strada che percorrete era un tempo una tranvia: dai primi del Novecento fino al 1960 la Terni–Ferentillo risaliva la valle passando per Collestatte, Torre Orsina, Montefranco e Arrone (Wikipedia; Wikipedia).

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