La Valnerina
Informazioni verificate: luglio 2026. Piena trasparenza prima di ogni parola: qui abbiamo una casa. Giudicate la parzialità di conseguenza – noi pensiamo che il borgo la regga.

Collestatte è il borgo di pietra arroccato sulla sua collina proprio sopra la Cascata delle Marmore – così vicino che nelle notti senza vento si sente il rilascio. Non è un’attrazione nel senso del turismo in pullman: niente museo, niente biglietteria, un’osteria ai piedi della collina. È però la cosa vera – un castrum medievale che guarda la cascata da mille anni – ed è il posto in cui viene scritto tutto questo sito.
Una breve storia
Il paese è documentato per la prima volta nel 1090 come Colle Stacti, possedimento del Ducato di Spoleto, cresciuto intorno a una torre di guardia la cui base sopravvive come campanile della chiesa (Comune di Terni). Le storie locali aggiungono un capitolo più cupo: un castello dell’XI secolo distrutto da milizie al soldo dell’abate di Farfa – i cui superstiti, dice la tradizione, fondarono la vicina Torre Orsina. Alla fine del XIII secolo il paese era in mano agli Orsini; poi, dagli anni 1660, arrivarono i Manassei – una delle grandi famiglie nobili di Terni, magistrati a Firenze, Orvieto e Todi, che ottennero i diritti feudali su Collestatte e Torre Orsina e, nel Settecento, ridisegnarono il cuore del paese: tracciarono Piazza San Pietro, costruirono il loro palazzo addossato alla chiesa e alzarono di fronte una coppia di case gemelle, ciascuna con lo stemma di famiglia – un leone sotto i gigli – scolpito nella pietra sopra la porta. Gli stemmi sono ancora lì: alzate gli occhi attraversando la piazza. Il paese condivise le sorti di Torre Orsina fino al 1627, ed entrambi confluirono nel Comune di Terni nel 1927.
La chiesa di San Pietro, dal canto suo, è di origine antichissima – anteriore all’XI secolo – con una pala d’altare del XVI secolo e un fonte battesimale della stessa epoca scolpito con lo stemma degli Orsini: tre famiglie di storia paesana in una sola piccola piazza.

I Manassei e i palazzi gemelli sulla piazza
La famiglia che ha dato forma alla Collestatte in cui camminate oggi è quella dei Manassei – una delle più antiche casate nobili di Terni, il cui nome compare ancora sopra i portoni di Piazza San Pietro. Quando, dagli anni 1660, ottennero i diritti feudali su Collestatte e Torre Orsina, rifecero il borgo alto intorno alla chiesa: costruirono il più grande Palazzo Manassei addossato al fianco di San Pietro e alzarono di fronte una coppia di case minori identiche – i palazzetti gemelli – ciascuna con lo stemma di famiglia, un leone sotto i gigli, scolpito nella pietra sopra la porta. Il Comune di Terni elenca ancora oggi Palazzo Manassei e i palazzetti gemelli tra i monumenti del paese.
I Manassei furono più che semplici signori. La stessa famiglia costruì il ben più imponente Palazzo Manassei di Terni – iniziato negli anni 1420 dal magistrato Cipriano Manassei, poi sede della pinacoteca cittadina (1964–1986) e restaurato di nuovo negli ultimi anni. Il discendente più ricordato, il conte Paolano Luigi Giuseppe Manassei (1837–1920) – passato alla memoria come “il signore di Collestatte e Torreorsina” – fu imprenditore, politico e scrittore, e portò il nome nell’età moderna. Le carte di famiglia sopravvivono nella scheda del sistema archivistico statale (SIUSA – Manassei, famiglia).
Così, quando attraversate Piazza San Pietro e alzate gli occhi sugli stemmi scolpiti, state leggendo tre secoli dell’impronta di una famiglia su questa collina – e, guarda caso, il motivo per cui questo sito porta il nome che porta.
Le due Collestatte
C’è il borgo alto – l’antico castrum a 351 m, i vicoli che convergono su Piazza San Pietro, le terrazze affacciate sulla gola del Nera – e c’è Collestatte Piano, giù sulla strada della valle, dove in realtà si trovano l’ingresso inferiore della cascata, i parcheggi e quasi tutti i posti per mangiare. I visitatori di solito vedono Piano e non salgono mai; il quarto d’ora di salita vi ripaga con la vista e il silenzio.
Mangiare e informazioni pratiche
- Osteria La Cascata (Collestatte Piano, sulla SS209): la tavola di qualità più vicina alla cascata – vera cucina d’osteria umbra; prenotate nei weekend estivi.
- Favorito dal 1945 Bistrò (Collestatte Piano): quello interessante – una cucina interamente senza glutine e senza lattosio a 800 m dalla cascata, che per i celiaci diventa una meta in sé.
- Il Pavone d’Oro (Collestatte Piano): tradizionale e panoramico; sul servizio le recensioni sono discordanti – l’opzione più vicina, non la migliore (giudicate voi).
- Niente negozi nel borgo alto – la routine di chi vive qui è Arrone (mercato del giovedì, spesa di tutti i giorni, 10 minuti) oppure i supermercati di Terni sulla via del ritorno. Organizzatevi di conseguenza.
Cosa fare davvero qui
Camminare per i vicoli all’ora dorata; cercare le terrazze con vista sulla gola; scendere a piedi all’ingresso inferiore della cascata (siete sopra la cascata artificiale più alta d’Europa – la guida completa); e usare il paese per ciò che sa fare meglio: da base. Tutta la bassa Valnerina si srotola dalla porta di casa, il lago è a 15 minuti e Roma a 90 – che è, in fondo, esattamente il motivo per cui abbiamo comprato qui.
Domande frequenti
Si può andare a piedi da Collestatte alla Cascata delle Marmore?
Sì – l’ingresso inferiore a Collestatte Piano è raggiungibile a piedi dal paese; gli ospiti allenati scendono a piedi e si fanno riportare su in auto. La salita di ritorno è il prezzo della vista.
Si può dormire a Collestatte?
Una manciata di case vacanza, la nostra compresa – una villa liberty con tre camere da letto, una terrazza sulla gola e una vasca idromassaggio: i dettagli qui. (Parzialità dichiarata, come promesso.)