Torre Orsina

La Valnerina

Informazioni verificate: luglio 2026. Torre Orsina è il borgo accanto al nostro – due minuti su per la strada, e la sagoma che fotografiamo più spesso.

Un vicolo lastricato dentro il borgo di Torre Orsina, con case in pietra, portali e una scala esterna
Dentro l’anello di Torre Orsina – un vicolo lastricato tra le case, con una scala esterna che sale a una porta del primo piano. Foto: LigaDue, Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0

Torre Orsina è ciò che diventa un borgo di collina quando cresce in un’ellisse perfetta: un anello chiuso di pietra sopra la gola del Nera, attraversato da archi e passaggi coperti, con in cima la torre che gli ha dato il nome. È il profilo di paese più bello di questo tratto della valle – e in più ci sono i cavalli.

Due storie di fondazione (vale la pena raccontarle entrambe)

La tradizione locale vuole che il paese sia nato da una catastrofe: quando nell’XI secolo il castello di Collestatte fu distrutto da milizie al soldo dell’abate di Farfa, tredici famiglie superstiti salirono sulla collina accanto e fondarono un nuovo insediamento – Villa Sanctae Mariae – intorno alla chiesa di Santa Maria de Turre (la tradizione). La storia raccontata dal Comune di Terni comincia più tardi ed è più asciutta: una torre di guardia costruita dalla città di Spoleto nel 1270, con il nome “Orsina” arrivato nel XVI secolo sotto gli Orsini (pagina ufficiale). Scegliete voi – paesi così antichi si guadagnano di solito sia una leggenda sia una carta d’archivio. Quello che è documentato in ogni caso: l’autonomia da Collestatte nel 1627, un comune proprio fino al 1927, e l’impianto medievale ellittico che sopravvive intatto.

Come vederla

Venti minuti bastano per il paese: entrate nell’anello, seguite i vicoli sotto gli archi, trovate l’antica parrocchiale (Santa Maria de Turre, oggi Sant’Antonio) e tornate al punto di partenza. La fotografia per cui siete venuti si scatta dalla strada della valle, in basso – l’intera ellisse arroccata sopra la gola, al meglio con la luce radente. Non ci sono ristoranti né negozi – è una sosta, non una meta; abbinatela a Collestatte o proseguite fino ad Arrone.

I cavalli

L’attrazione pratica del paese è il Maneggio Jolly Horse, la scuola di equitazione ai suoi margini – passeggiate guidate nei boschi della valle del Nera sotto la cascata, principianti e bambini benvenuti secondo le schede che lo elencano (scheda nell’elenco dei maneggi). Non c’è un sito ufficiale, quindi telefonate prima per confermare che sia operativo, i prezzi e le età minime. Se tutto è confermato, è l’unica passeggiata a cavallo sotto una cascata a un’ora da Roma di cui siamo a conoscenza.

Domande frequenti

Vale la pena fermarsi a Torre Orsina?

Per venti minuti e la fotografia, sì – è la sagoma di paese più fotogenica della bassa valle. Abbinatela a Collestatte (cinque minuti) piuttosto che farne una gita a sé.

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