Ferentillo – il paese doppio

La Valnerina

Informazioni verificate: ottobre 2026. Ferentillo è a un quarto d’ora risalendo la valle ed è dove portiamo tutti: il museo più strano, il ristorante migliore e più vie d’arrampicata che nel resto dell’Umbria messo insieme.

Ferentillo distesa sul fondo della Valnerina, con le colline boscose che salgono da entrambi i lati
Ferentillo lungo il fondovalle, con le colline boscose che si stringono da entrambi i lati – il paese sta dove la gola del Nera si apre. Foto: Lillolollo, Wikimedia Commons, pubblico dominio

Ferentillo è due paesi che si fissano da secoli: Matterella e Precetto si fronteggiano da una parte e dall’altra del Nera, ciascuno sotto la propria rocca diroccata – le rocche gemelle costruite a guardia delle terre dell’abbazia più a monte. Tra tutti e due mettono insieme il piccolo museo più bizzarro d’Italia, una scena di arrampicata di livello nazionale e il ristorante del tartufo della bassa valle. È la tappa più completa della Valnerina.

Le mummie (lato Precetto)

Nella cripta di Santo Stefano, il terreno e la ventilazione hanno fatto ai morti sepolti qualcosa di insolito: li hanno mummificati naturalmente. Sono esposti circa due dozzine di corpi, studiati fin dall’Ottocento e oggi presentati con un allestimento multimediale (audioguide in inglese comprese). È davvero affascinante e davvero macabro – la guida completa, compresa la domanda se portarci o no i bambini, è nella pagina delle mummie.

Alta parete in pietra di una chiesa vista dal basso, con piccole finestre e un albero davanti
Santo Stefano a Precetto, costruita sopra la chiesa più antica la cui cripta custodisce le mummie. Foto: LigaDue, Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0

L’arrampicata (entrambi i lati)

Ferentillo viene abitualmente chiamata la capitale umbra dell’arrampicata sportiva, con oltre 400 vie da 15 a 120 metri in settori come Le Mummie, L’Isola e Il Balcone – gradi dal 5b adatto ai principianti fino all’8b+, in gran parte richiodati negli ultimi anni (pagina del turismo regionale; la guida di riferimento è Umbria Rock di Versante Sud). Chi non arrampica si gode lo spettacolo gratis: corpi appesi alle pareti sopra il paese quasi ogni weekend, e in autunno il festival annuale “Ferentillo Verticale” (sito dell’evento).

Dove si mangia

Piermarini è il motivo per cui chi ama la cucina conosce Ferentillo: il ristorante e l’azienda agricola della famiglia Piermarini, dove il tartufo nel piatto è stato molto probabilmente cavato quella mattina dai loro cani – e dove potete unirvi voi stessi alla cerca prima di pranzo (come funziona). Per prenotare: +39 0744 780714. L’alternativa sul fiume: Mulino Nera, l’agriturismo ricavato da un vecchio mulino sull’acqua – vale la pena verificare che sia aperto prima di mettersi in macchina.

Da sapere prima di partire: il ristorante Piermarini a pranzo è aperto solo su prenotazione, e chiude la domenica sera e il lunedì. Il pranzo al tartufo va prenotato, non improvvisato (Sapori Piermarini).

Il resto

Salite a una delle due rocche per la vista sulla valle (i sentieri di salita sono informali); la ciclabile lungo il fiume passa proprio in mezzo al paese; l’abbazia di San Pietro in Valle è cinque minuti più a monte; e ai primi di luglio il paese mette in piedi la sua Sagra del Cinghiale. Nei nostri dati di mercato Ferentillo registra anche i tempi di prenotazione più lunghi della valle, il che vi dice che i tedeschi l’hanno già scoperta.

Tetti di un paese ai piedi di ripide montagne boscose, visti oltre un vecchio muro in pietra con un lampione in ferro
Ferentillo vista dal lato di Precetto, la salita che si fa per il panorama. Foto: Paolo Carnassale, Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0

Dal 1484 al 1730 Ferentillo fu di fatto un piccolo Stato a sé, feudo della famiglia Cybo, i cui Statuti del 1563 garantivano l’indipendenza sia da Spoleto sia dalla Chiesa (Wikipedia).

Domande frequenti

Per cosa è famosa Ferentillo?

Tre cose: i corpi mummificati naturalmente nella cripta di Santo Stefano, l’arrampicata sportiva (400+ vie – la capitale umbra della disciplina) e il tartufo, con il ristorante e le cerche della famiglia Piermarini a fare da portabandiera.

Quanto tempo serve?

Mezza giornata, fatta bene: le mummie (45 minuti), la salita a una rocca o una passeggiata lungo il fiume, e il lungo pranzo al tartufo che mette fine a qualunque piano serio per il pomeriggio.

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